E' notte
quasi mattina
il suono delle campane mi sveglierà tra pochi minuti
ed il mio letto sarà ancora in ordine
un esperienza non vissuta.
Sono qui
in camera tua
orfano delle tue risa
guardo il piccolo tavolo in mezzo alla stanza,
la piccola sedia verde
che portavi in giro per casa
Mentre cerco
di non pensare e vorrei andare a dormire
inciampo su un tuo gioco,
una macchina dei pompieri,
poi un libro senza più pagine.
Tutto mi parla di te,
questo tuo adorabile disordine
che nessuno capisce
quanto male mi fa, dopo che sei andato via.
Perchè ogni volta con te
è un incontro nuovo,
presentarsi sempre per la paura
che non ricordi più chi sono
e farti dimenticare il mio nome
un nome estraneo se chiamato da te;
perchè io non sono un uomo qualunque.
Perchè ogni volta con te,
è un esperienza breve, il tempo di un abbraccio
un vento che spazza i minuti e le ore
che spezza le mie reni e la mia dignità.
Perchè poi di te
mi rimane una stanza vuota
ed il dubbio che io sia il nulla,
un pensiero ogni quindici giorni
l'ombra del padre che vorrei essere.
La tua macchinina è nel cesto,
insieme a tutti i tuoi giochi
insieme ai miei regali
ed ad una lacrima, l'ultima. L'ennesima.
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