I
diritti di un padre separato
Quando
inizia la lotta per l'affidamento di tuo figlio non immagini,
non puoi accettare che sia realtà il racconto che
amici ed avvocati ti fanno riguardo le cose che succederanno;
i pregiudizi della giustizia italiana nei tuoi confronti:
un padre che vuole stare con suo figlio, per i giudici,
è semplicemente un animale idrofobo che vuole usare
il bimbo per vendicarsi della ex moglie. Lei, invece, poverina,
è la vittima che subisce tutto questo e che deve
essere tutelata. Il padre deve essere allontanato,
in quanto ''animale non partoriente'' e quindi non dotato
di sentimenti benevoli nei confronti del figlio.
Razzismi
giudiziari. Solitudini. Occhi che ti scrutano con sufficienza
mentre parli, aggressioni verbali che, quando non proferiti
dall'ex coniuge, arrivano dalla Giudice
(donna) di turno. Ed allora la tua voglia di lottare
si trasforma; diventa rabbia interiore, furia inesplosa
che deflagra dentro di te. Pianto. E loro, i giudici, che
non vogliono capire che un padre ama. Un padre ha sentimenti.
Un
padre sogna suo figlio e sogna ''per'' suo figlio.
Una
madre che smette di lavorare, chiedendo il mantenimento
all'ex marito, in quello stesso momento ha smesso di voler
costruire qualcosa per la sua creatura, di sognare per lui.
Il padre continuerà, malgrado tutto a pensare al
futuro del bimbo che un giorno diventerà adulto ed
avrà bisogno di certezze, di prospettive. Malgrado
i giudici e la legge. Malgrado una madre giuridica.