Ho camminato
graffiato le mie nocche scorrendole lungo il muro di casa
arrossato le mie ginocchia
sfregate come cerini sul pavimento di sasso
in giardino,
cercavo l'erba per lasciarmi andare
che mi avvolgesse morbida
riscaldandomi col tepore della terra,
che pulsa e vive
come il cuore di una grande e buona madre.
Ho visto il mondo muoversi dall'alto
le mie vertigini
il mio stupore
governati dalla mia curiosità.
Ho visto occhi sorridere
ho udito voci confuse gridarmi incitamenti
di cui non avevo bisogno
Perchè tutto ciò era solo rumore,
ottuso e sordo,
era solo silenzio,
l'estrema vertigine.
Ho camminato e mi hanno ubriacato
con la loro presenza ma
non ho bisogno di complimenti,
non ho bisogno di sorrisi,
cercavo nella mia incerta esplorazione le braccia di mio
padre,
Il battito del suo cuore,
da stringere
per non cadere mai più.
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