Cancelli
e prigioni
E tu
aspetti, innanzi ad un cancello che non si apre; vedi tuo
figlio che a pochi metri da te ti saluta, ti chiama. E'
piccolo, di quell'età in cui ''vorrebbe ma non può''.
Per lui è tutto un gioco; anche il padre che dietro
il cancello lo chiama e non riesce ad arrivare a lui è
un gioco. E si nasconde dietro sua madre. Che ride e dice:<<
Vedi.. vedi che non vuole venire da te ??!>>:. E'
un gioco per bimbi, un' arma per i 'grandi' stupidi. E quel
padre che ha fatto kilometri, centinaia perchè si
trovava all'estero ed è rientrato solo per riabbracciare
suo figlio, pare come inebetito dietro quelle sbarre di
ferro. Supplicante chiede ''perfavore..'' di abbracciare
il bimbo: non solo perchè il Tribunale, la legge
degli uomini ha stabilito che così dovesse essere,
ma perchè la legge della natura glielo ordina. Lo
comanda. Ma quando un cancello ti separa da tuo figlio,
anche ill mondo intero, il cielo e l'asfalto, sono pareti
di una cella enormemente piccola per te, ed andarsene non
allenta la tua prigionia.