Quando
una madre si perde ...
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L'unico ricorso possibile è quello alla giustizia;
non alla umana comprensione, non al senso materno.
Tutto quello che un padre può fare, per il bene di
suo figlio, è difenderlo dalle vendette trasversali
che colpiscono l'innocente, il piccolo, per primo anche
quando mirate verso l'ex coniuge.
Proprio il padre deve allora combattere, difendersi, per
il benessere del bene più prezioso: con le unghie,
con i denti. Razionalmente,
quando un sentimento così forte lo spingerebbe invece
all'istinto, alla irrazionalità. Al gesto inconsulto.
Alla reazione, fisica, verbale.
L'amore per la vita, il rispetto per la vita, porta ad un
confronto con la vita sociale degli animali: ai cuccioli
che in un branco sono facile bersaglio dei predatori e quando
la madre si ''perde'' il maschio assurge a figura genitoriale,
ad educatore di riferimento. A scudo per l'incolumità
del suo cucciolo.
Senza Giudici ne pregiudizi.
Senza avvocati che parlino per esso.
Solo con l'amore cieco che l'istinto paterno ha insito:
senza giudizi. Liberamente genitore.